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Zero Netto: 4 domande sulla sostenibilità degli edifici aziendali

A causa della crescente urgenza dovuta al cambiamento climatico, i Facility Manager sono alla ricerca di soluzioni per accompagnare la propria azienda verso la decarbonizzazione. Ecco le risposte ad alcune delle domande più frequenti sugli edifici a impatto zero.

Lo scorso aprile 2021, il Parlamento Europeo ha fissato l’obiettivo di ridurre le emissioni responsabili dei gas serra di almeno il 55% entro il 2030 e azzerarle entro il 2050. Per questo motivo, il cambiamento climatico è diventato certamente una delle principali preoccupazioni per le aziende sia del settore pubblico che privato. Così i Facility Managers e Building Managers sono spesso incaricati di adempiere a nuove direttive senza molte indicazioni o comprensione di ciò che serve per arrivare a un impatto zero. Qui troverete alcune risposte a dubbi comuni che i Facility Managers si troveranno ad affrontare.

1. Cosa significa "Zero Netto"?
Il termine "Zero Netto" indica il punto in cui le emissioni rimanenti di gas serra vengono bilanciate con l'assorbimento naturale, impedendo un aumento del riscaldamento climatico. Inoltre, spesso si parla di “Carbon Neutrality” e “Emissioni Nette Zero” (Net Zero Emissions) come se fossero due sinonimi, ma c’è una differenza sostanziale:
Carbon Neutrality: l'azienda bilancia le emissioni di gas serra compensando - o rimuovendo dall'atmosfera - una quantità equivalente di carbonio per la quantità prodotta, magari acquistando dei crediti di carbonio;
Emissioni Nette Zero: l'azienda riduce le emissioni di gas serra con l'obiettivo di bilanciare le emissioni prodotte e le emissioni rimosse dall'atmosfera terrestre.

Quando invece il termine “Zero Netto” è riferito agli edifici, si applica generalmente come segue:
Emissioni Nette Zero: l'azienda raggiunge l'equilibrio complessivo tra le emissioni  prodotte e quelle sottratte all'atmosfera dall’edificio.
Energia Netta Zero (Net Zero Energy): l'azienda produce in loco abbastanza energia rinnovabile da soddisfare il proprio fabbisogno energetico annuale.
Carbon Positive: l'azienda produce in loco più energia di quella utilizzata dall'edificio e reimmetterla nella rete elettrica.

2. Come può il mio edificio raggiungere lo “Zero Netto”?
- Scegliere la soluzione giusta: il primo passo dovrebbe essere capire quali sono i fattori del vostro edificio che contribuiscono maggiormente al riscaldamento globale. Questo non si limita necessariamente al CO2, potrebbero essere altri gas serra come il metano o i refrigeranti. Una chiara comprensione dell'impatto che la vostra azienda sta avendo sull'ambiente può spianare la strada per un’azione più rapida ed efficiente.
- Identificare i benefici: occorre considerare anche i benefici derivanti da queste decisioni. Ad esempio, un edificio a impatto zero, può portare l’azienda a bollette e costi generali più bassi. Si potrebbe ottenere anche un alto ritorno sull'investimento (ROI) per l'energia rinnovabile prodotta in loco. Inoltre, un impatto zero renderebbe l’azienda più appetibile agli occhi di potenziali investitori e/o talenti.
- Cercare incentivi finanziari: Ci sono spesso incentivi finanziari che rendono più facile fare la cosa giusta per l'ambiente. Cercate gli incentivi statali e locali per promuovere l'efficienza energetica e le energie rinnovabili.
- Se avete intenzione di acquistare dei crediti di carbonio, fate attenzione a cosa scegliete. Concentratevi sulle compensazioni di carbonio che supportano l'equità e altre misure qualitative che possano soddisfare i criteri ESG (Environmental, Social e Governance) della vostra azienda.

3. Quali certificazioni sono raccomandate?
Ci sono molte certificazioni da considerare – la Certificazione sulla Gestione dell’Energia (ISO 50001), quella sulla valutazione e gestione dei gas serra delle imprese (ISO 14064), la Certificazione B-Corp e molte altre ancora. Queste vengono costantemente aggiornate per riflettere l'attuale mix d'innovazioni e tecnologie. Un professionista qualificato può aiutarvi a determinare la migliore certificazione che si adatti agli attuali investimenti di compensazione del carbonio e apra la strada all'energia rinnovabile in loco.

4. Cosa riserva il futuro per le aziende a impatto zero?
Attualmente ci sono relativamente pochi regolamenti in atto per limitare il riscaldamento globale a 1,5C°. Con una supervisione e una guida limitata da parte del governo, spetta alle singole aziende agire. Difatti, secondo quando evidenziato nel Resilience Report 2021 di Deloitte, “più della metà dei manager italiani (52%) indica il tema ambientale come la più rilevante questione sociale da affrontare per le aziende nei prossimi anni”. Generalmente, le aziende che sviluppano pratiche di sostenibilità all’avanguardia oggi saranno più resistenti in futuro. Risulteranno più attraenti per i consumatori, i dipendenti e gli investitori - il che avrà un effetto diretto sui loro profitti. È anche meno probabile che nuove leggi abbiano un impatto negativo sulle aziende già sostenibili, come anche l'attivismo e le proteste su Internet. Non affrontare questioni globali come il cambiamento climatico può andare a logorare l’immagine e la prosperità di un'azienda. Pertanto, le imprese sostenibili di oggi probabilmente diventeranno i leader dell'industria di domani

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